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“Est Ovest Est – Materiali, tecniche e artigiani in viaggio” dal 18 ottobre a Montelupo

Nella seconda fase del progetto Officina d'Arte i partecipanti al cantiere d'arte stanno progettando ognuno una propria personale rielaborazione dell'influenza spagnola sulle ceramiche di Montelupo, traendo spunto dalle ceramiche storiche che saranno esposte nella mostra “Est Ovest Est – Materiali, tecniche e artigiani in viaggio”, da Ottobre al Museo della Ceramica.

Un decoro, una forma sono serviti ai nostri artisti per creare proprie opere originali, che andranno ad affiancare i pezzi montelupini e spagnoli nella mostra.

Nell'area di Valencia, ed in particolare nelle popolose cittadine di Paterna e Manises, venne a radicarsi nel corso del XIV secolo un'importante attività ceramistica che prese l'avvio da produzioni dipinte in ramina e manganese sul genere della maiolica arcaica per approdare ben presto alla fabbricazione di più ricche ceramiche smaltate a lustro metallico, nelle quali trovò una straordinaria applicazione lo stile mudejar, sintesi particolarissima tra le istanze decorative di matrice arabo-musulmana ed i simboli e le suggestioni della cultura cristiana della Reconquista.

L'impressionante diffusione di queste ceramiche lustrate prodotte nel Levante spagnolo, oggetto di un intenso traffico commerciale nel corso del XV secolo, influenzò largamente i centri di produzione dell'area mediterranea, ed in particolare quelli italiani.

Tra questi ultimi un ruolo di grande rilievo ebbe Montelupo che, dalle maioliche di Manises trasse le decorazioni che rappresentavano l’eredità della grande tradizione dell’Islam occidentale, rifacendosi direttamente a quelle ove il blu di cobalto era accostato ai colori giallo-dorato o rosso-rubino del lustro metallico. L’Imitazione del Lustro realizzata senza usare la tecnica propria del lustro che consisteva in una cottura in ambiente privo di ossigeno e quindi in atmosfera riducente, prevedeva in Montelupo non soltanto l’impiego dei motivi tipici di quella produzione iberica, tratti da simbologie religiose islamiche - quali il cosiddetto “albero della vita” - ma addirittura la copia dell’intera composizione, che si sviluppava specialmente sulle forme aperte.
Talvolta, come nell’ imitazione della Foglia valenciana, i soggetti (in questo caso la foglia della vite) erano trasformati con un processo di stilizzazione di natura geometrica, ma mantenevano l’accostamento cromatico del blu e dell’arancio che li riconduceva ai manufatti spagnoli  con gli inserti “a lustro” dorato.  
Rifacendosi direttamente a questa tradizione, ne riprodusse il cromatismo e le decorazioni, traducendo così in lingua italiana modi formali che già rappresentavano una sintesi assai raffinata dei più antichi motivi decorativi dell'Islam.

Questa mostra vuole mettere a confronto le maioliche del Levante spagnolo prodotte nell'arco del XV secolo e le produzioni di Montelupo che alle medesime si ispiravano, consentendo così di ripercorrere l'evoluzione di due delle principali area produttive del mondo lardo-medievale mediterraneo.

La presenza poi di manufatti di artisti a noi contemporanei provenienti da queste aree vuole indagare se ancora oggi, sull’onda di quanto avvenuto nel passato, esistono ancora punti di contatto fra queste culture ceramiche.

Sono previste le partecipazioni di Marco Bagnoli, Eugenio Taccini, Matteo Bertini e di artisti spagnoli ospiti del progetto.

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